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Sogno di un elefantino
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Concerto-spettacolo nelle scuole
Formazione 2017-2018 | Fatti di Musica
On line i nuovi corsi di formazione riconosciuti dal MIUR

Formazione 2017-2018 | Fatti di Musica
Nuovo corso di formazione annuale Fatti di Musica 2017/2018

Aperte le iscrizioni
Galà Musica Nova - Domenica 18 Giugno 2017
L'Associazione Musica Nova fa parte del Tavolo Permanente Musica 0-6
Associazione Culturale Musica Nova
e-mail info@musica-nova.it

tel. 06.30361100
cell. 329.3624542

Nuovi orari della segreteria:

Lunedi, Mercoledi, Giovedi e Venerdi
dalle 14,30 alle 20,00

Martedi dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,30 alle 20,00

Sabato dalle 9,00 alle 13,30 e dalle 14,00 alle 18,00

 

Sede
Via Cassia, 927 - 00189  Roma
(Zona Cassia - Roma Nord)  
Regolamento
Iscrizione ai corsi
Calendario festività sede
 
Musica per i più piccini (0-40 mesi)

ACCOMPAGNA IL TUO BAMBINO NEL MONDO DELLA MUSICA!

Lezioni di prova gratuite Martedì 19 e 26 settembre 2017

lezioni di prova prenotazione

 

con Francesca Scaglione

IL MARTEDI

Durata 45 minuti
0 - 40 mesi (divisi in tre fasce d'età)
da 0 a 13 mesi - Martedì ore 16.30
da 14 a 30 mesi
- Martedì ore 17.20
da 30 a 40 mesi
- Martedì ore 18.10

 

PRENOTATI PER LA LEZIONE DI PROVA GRATUITA

L'intento di avvicinare bambini i bambini alla musica sin nei primissimi mesi di vita, nasce da un attento studio iniziato nel 1960 da Edwin E. Gordon su gruppi di studenti universitari e solo in seguito approdata al mondo dei neonati per la necessità di analizzare nel modo più puro possibile il processo di assimilazione del linguaggio musicale. I suoi studi hanno prodotto nell’arco di un ventennio la definizione teorica di un metodo innovativo di trasmissione del sapere musicale.
Già prima di Gordon molti altri illustri musicisti come Béla Bartók, Carl Orff, Zoltán Kodály ed Émile Jaques-Dalcroze e il pioniere della didattica dell’ascolto Gino Stefani e il linguista Maurizio Della Casa che ha approfondito il tema del potere della musica come linguaggio, hanno creato metodi d'insegnamento che facessero leva sulla spontaneità dei bambini.
E. E. Gordon, in una conferenza al Goethe Institut di Roma tenutasi del 2002, ha posto delle semplici domande al pubblico presente per sottolineare l'importanza della spontaneità durante l'acculturamento musicale.
"Come avete imparato a parlare la vostra lingua madre, l'italiano? Prima di parlare di musica, vorrei aiutarvi a rispondere a questa domanda.
La prima cosa che un bambino fa e quindi che ognuno di voi ha fatto, è ascoltare la lingua parlata per circa un anno di vita, quindi avete ascoltato almeno per un anno senza capire realmente la maggior parte delle parole che venivano dette intorno a voi, tuttavia quello che avete ascoltato in quel periodo è stato molto importante per poi riuscire a parlare nella vostra lingua.
Più è ampio il vocabolario di parole che si ascolta durante la prima infanzia e meglio si parlerà più tardi.
Tutti i più grandi didatti hanno dedicato sempre un’attenzione particolare alle fasi dello sviluppo infantile creando di volta in volta metodi di insegnamento adatti alla prerogativa del mondo dei piccoli: la spontaneità.
Studi condotti recentemente negli Stati Uniti sull’apprendimento musicale nella primissima infanzia hanno dimostrato quanto sia benefico per i bambini - proprio perché spontaneo come la totalità delle loro azioni – poter immergersi nell’universo musicale secondo metodologie e tecniche che rispecchiano la naturalezza dell’apprendimento verbale.
   
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C'è un'altissima correlazione tra la ricchezza di vocabolario che si ascolta nella prima infanzia e l'intelligenza che si ha in età adulta.
Durante il primo anno di vita si ascolta, qualcuno incomincia a parlarvi direttamente, si impara a ripetere le parole che si sono ascoltate, iniziamo quindi con un "vocabolario di ascolto" e in seguito si sviluppa un "vocabolario nel parlato".

Per circa cinque anni della propria vita si apprende la propria lingua ascoltando e parlando prima che qualcuno insegni formalmente come leggerla.
Appena si apprende la lettura, che è il terzo vocabolario che acquisiamo, si apprende la scrittura e questa è il quarto vocabolario.

È molto importante focalizzare che prima di apprendere la lettura e la scrittura, per cinque anni ascoltiamo e parliamo in libertà, in modo informale.
La musica non è una lingua, non ha nomi, verbi, aggettivi, ma il modo in cui apprendiamo la lingua è lo stesso modo in cui apprendiamo la musica”.

La musica nella primissima infanzia stimola i bambini a comunicare col suono e col ritmo, in modo naturale, come tutti noi abbiamo imparato a parlare. Così dare voce a un’idea, a un sentimento, a un’emozione, diventa fare musica esprimendo un’idea, un sentimento, un’emozione.
I bambini raccolgono informazioni e registrano parole e suoni, catturano immagini e movimenti, e si distinguono dagli adulti proprio per la grande tenacia, la forza di volontà, la voglia di crescere e di imparare. La loro tenera età è la loro arma vincente nel processo dell’apprendimento, perché lo scopo della loro vita nei primi anni è proprio quello di imparare. Nient’altro.

La musica sfrutta dunque i semplici e naturali processi di assimilazione che accompagnano la crescita dei bambini per trasferire sul piano musicale ciò che accade naturalmente da sempre sul piano della comunicazione più strettamente verbale e motoria.
Questi bambini saranno sicuramente adulti in grado di godere della musica in modo consapevole e capaci a loro volta di trasmettere il piacere del suono ai propri figli, aggiungendo forme e contenuti creativi alla comunicazione.

In primo luogo dunque, far avvicinare i nostri figli a questo tipo di educazione musicale significherebbe contribuire a colmare un vuoto nel campo dell'apprendimento musicale, allineandosi a quegli studi condotti in altri campi dello sviluppo del bambino, nei quali pensatori come Montessori, Pikler, Goldschmied, Stern ed altri hanno promosso da tempo una visione del bambino capace di apprendere in autonomia la realtà, in un contesto di rispetto dei suoi tempi e di comunicazione affettiva.

E se parlare, muoversi, cantare, battere le mani e i piedi a tempo diventeranno modi di espressione equivalenti per i bambini, sarà un giorno istintivo per loro portarsi la musica appresso così come si portano appresso le parole, dalla culla al passeggino, da gattoni ai primi passi, dal triciclo alla bicicletta… fino ad approdare… forse, chissà… ad un pianoforte, un violino, un flauto, una chitarra…
  
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Finalità
Contribuire alla diffusione di una innovativa teoria didattico – musicale per la prima infanzia mirata all’apprendimento del linguaggio musicale espressivo.

Obiettivi
Guidare i bambini nello sviluppo di una fondamentale parte della propria educazione globale: il linguaggio musicale come mezzo spontaneo di espressione e comunicazione.

Metodologia di lavoro
La metodologia del corso è spiccatamente attiva e implica l'insegnante in prima persona. L'approccio è sempre globale, empirico e sperimentale, e procede dalla esplorazione alla consapevolezza, dalla manipolazione alla strutturazione, mirando a sviluppare, in costante catena, le facoltà percettive, creative e intellettive della persona.
Si effettua in uno spazio ampio e libero che consente piena possibilità di azione.

Sussidi didattici
Il corso si avvale di semplici oggetti neutri: sacchetti colorati di stoffa, un «paracadute», palline morbide, nastri colorati, foulard leggeri e dai colori viva, piccoli strumenti a percussione.

Insegnanti
Francesca Scaglione

Modalità
corso annuale pagamento trimestrale - 12 incontri
euro 130,00

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